Il mantra del complotto – KFM 8/12/2011

Non ci sarebbe voluto poi molto, prima che la grigia figura del neo presidente del consiglio Monti evocasse,  con beneplacito di tutte le formazioni politiche, quella malsana idea di colpo di stato che da sempre cova in Italia, sotto le ceneri mai del tutto sopite del fascismo. Un novello Junio Valerio Borghese in vestito fumo di Londra e  American Express in mano, venuto dalle stanze buie del gruppo Bilderberg e Commissione Trilaterale, ad attuare quella che è la vera natura del pensiero liberale: la dittatura dei mercati e la religione dei soldi.

Ora, lo sappiamo tutti, i mercati sono delicati, facilmente irritabili se il populista di turno si azzarda anche solo per un attimo ad insinuare che in tempi di vacche magre debbano essere i privilegiati a pagare la crisi e non i miserabili. Falso. Falsissimo.

La sproporzione di ricchezza capitalista non deve essere toccata, ovviamente in misura minore rispetto all’assolutismo francese (vuoi che non si ricordino di quei prezzolati che tagliavano teste ad muzzum), in un equilibrio subdolo di principi e diritti, magnanimamente concessi ai poveracci, ma in via di fatto poca roba, perché il pallino della questione, cioè i soldi, rimangono sempre là, dove sono sempre stati. Diciamo che sia in tempi di vacche magre che in tempi di vacche grasse, le vacche rimangono sempre le stesse. Ossia svizzere.

Ora, se anche le ombre del governo Monti fossero così tetre da giustificare una congiura anti-democratica del Nuovo Ordine Mondiale, poco male direi. Perché ai nostri tempi la democrazia non esiste. E’ morta tanto tempo fa, come un mito lontano di memoria classica, in una tragedia sofoclea, che ha il volto di Antigone e le mani sporche di etica.

Nel quadro dei grigi congiurati i miserabili sono liberi. Liberi di scegliere se accettare la loro miseria pacificamente, o viceversa accettarla comunque ed essere relegati al rango di pazzi deliranti. Un po’ come nella religione cattolica direi, dove esiste il libero arbitrio, ma guai a scegliere! sennò fiamme eterne, forconi, torture e tutto il resto.

Vi pare libertà questa? Più che altro è una tortura psicologica. Ma non è detto che sia sbagliata.

Attenzione: la maggior parte di voi, pur ipoteticamente avendone la facoltà, non sa scegliere. Sebbene ingolfati in un substrato di concetti, sensazioni ed etiche costruite ad hoc, più che scegliere tentate di seguire il prossimo profeta. La giustificazione dell’oligarca è quella del pastore che guida un gregge di pecore smarrite. Ecco, ho detto tutto in un’aberrazione filosofica: ” Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro al bidè”.

Una volta accettato questo, lo sbriciolamento dell’idea di bene comune diventa automatico, uno sfacelo a cui dobbiamo assistere, come nel più brillante dei paradossi. Ecco affiorare come resti di cannibalismo le idee di congiura: è colpa degli ebrei, quelli hanno sempre denaro, come dimenticare la malizia di Shylock, di shakespeariana memoria, quello che reclama ostinato una libbra di carne in cambio del debito economico o morale, fate voi, dell’idealista Antonio, l’economista illuminato, il mercante del bene comune. Il mercante di Venezia è la chiave di lettura più lucida della situazione italiana di oggi. Ma senza il lieto fine.

E’ colpa dei savi sionisti, che protocollano il destino del mondo sin dalla notte dei tempi. Controllano la nostra mente, con sieri, macchine della verità, catastrofi apposite, controllano i terremoti, si auto-infliggono ferite mortali per conquistare la nostra fiducia e manipolarci. Sono gli alieni, i rettiliani, i mutanti, no sono demoni, bevono il nostro sangue. Se non ve ne rendete conto, tutte le soluzioni populiste ed anti-complottiste convergono verso il più grave lutto del secolo scorso. Poco tempo mancherà prima che il prossimo esasperato verrà a galla con la sua idea di pulizia etnica, solo per capirci qualcosa. Sembra quasi fisiologico. Ed in tanti temo lo seguiranno, perché è la natura pecorona umana.

No vi dico di lasciar perdere tutto, né bervi qualsiasi cosa vi si dica. Non cedete alla cultura del sospetto, né alle aperture ottimistiche ed ingiustificate.

Quando vi chiedono sacrifici in lacrime, non commuovetevi come se vi stessero facendo un favore, perché non siete i soli a dover pagare, perché accanto a voi ci sono tanti ghigni sornioni travestiti da lacrime, gli stessi in prima fila a pregare per la vostra anima al vostro funerale.

Un ricco genera ricchezza. Un milione di miserabili generano miseria. E’ un dato di fatto liberale. Ma non siate così stupidi da reagire sconsideratamente contro dei fantasmi, perché non siete voi a decidere le cause delle vostre battaglie.

Le rivoluzioni conclamate sono solo atti consapevoli di Alti Generali che muovono le loro inconsapevoli truppe verso il macello. E verso i loro interessi. Ricordatevelo, sempre.

Nausea è la parola giusta. E non dirò più nulla. Dietro ogni complotto ce n’è sempre uno più grande.

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